Antonio Rossaro fu tra i fondatori del Museo Storico Italiano della Guerra inaugurato nella sede del Castello di Rovereto nell’ottobre del 1921. La storia del Museo, negli anni d’avvio, si intreccia strettamente con la vita di Rossaro che, in quel periodo, sta rientrando da Milano a Rovereto per assumere l’incarico di bibliotecario municipale presso la locale biblioteca civica e che diventa presto un personaggio di rilievo della comunità locale. Di questo intreccio iniziale vi è traccia evidente nell’archivio istituzionale del museo e, in particolare, nei verbali delle riunioni dell’organo di direzione del Museo e nella serie dei diari (ovviamente i primi) in cui sono registrati gli avvenimenti più importanti occorsi tra il 1926 e il 1986 (A). Già nel 1923-1924, però, l’attività di Rossaro entro il Museo della Guerra si fa più blanda fino ad esaurirsi completamente: Rossaro è ormai assorto dalla grande impresa della Campana dei Caduti che, condividendo con il Museo la sua prima sede (il Castello di Rovereto), finisce per confondervisi anche istituzionalmente e dunque nelle carte d’archivio. Prova ne sono diversi complessi documentali oggi conservati tra gli archivi del Museo della Guerra, fondi archivistici di particolare interesse per ricostruire proprio la vicenda della Campana dei Caduti. Anzitutto il fondo del Comitato Opera Campana dei Caduti (B), un sodalizio che nel 1922 inizia le sue attività per concretizzare il progetto della Campana, e che rimane attivo anche in seguito, praticamente fino alla morte di Don Rossaro (che evidentemente ne era il motore fondamentale). Un altro fondo di grande interesse conservato al Museo della Guerra è il Fondo Carmela Rossaro (C), la devota nipote di Don Antonio che, dopo la morte di questi, cercò di preservarne la memoria raccogliendo varie carte e cimeli e altra documentazione. Il Fondo Comitato riconoscenza a Don Rossaro (D) come il Fondo Livio Fiorio (E) sono invece rilevanti per documentare soprattutto l’accesa disputa sulla nuova localizzazione della Campana dei Caduti, svoltasi negli anni ‘60 e foriera di contrasti tra la Reggenza della Campana dei Caduti e il Museo della Guerra, risoltasi (al netto degli strascichi giudiziari successivi) con il trasferimento del monumento dal Castello al Colle di Miravalle nel 1966. (Per completezza, si segnala che presso le collezioni museali si conservano un ritratto ad olio su tela di Antonio Rossaro. alcune opere grafico/pittoriche di Giorgio Wenter Marini riconducibili alla Campana dei Caduti, e studi preparatori per gli apparati decorativi della Campana di Stefano Zuech).

A – Verbali del Consiglio di Direzione del Museo e diari

L’attività di Antonio Rossaro tra i promotori del Museo storico italiano della guerra è attestato nei registri dei verbali delle sedute del Consiglio di Direzione del Museo. In apertura viene identificato anche tra i membri del “Comitato esecutivo” (domiciliato ancora a Rovigo, e sappiamo che dopo Rovigo si trasferirà per un periodo a Milano): forse per questo, per tutto il 1920-1921 tuttavia non figura tra i presenti alle sedute che si tenevano con cadenza irregolare ma frequente, una o più spesso due volte al mese. La prima seduta del Consiglio in cui figura tra i presenti è quella del 24 febbraio del 1922 e da quel momento in poi la sua presenza, almeno per un po’ di mesi, è assidua. A metà del 1923 risulta eletto consigliere e riprende a frequentare con regolarità le riunioni.
Tuttavia, prima ancora di poter essere fisicamente presente alle riunioni del Comitato, Rossaro è promotore di una proposta che avrà un lungo futuro: leggiamo nel verbale della seduta del 20 maggio 1921 che “Il Presidente espone l’iniziativa di Don Rossaro di ottenere dalle madri e vedove dei caduti una grande campana, da collocarsi in Castello perché tutte le sere suoni l’Avemaria per i nostri Caduti”. Sono passati solo quindici giorni dalla scaturigine prima dell’idea, presso l’Arco di Trionfo di Milano, e Rossaro muove già i primi passi. Presto il ruolo di bibliotecario e l’avventura della Campana assorbiranno presto tutte le sue energie e verrà meno l’impegno per il Museo della Guerra.
Altra fonte in cui ritorna l’attività svolta da Antonio Rossaro in seno al Museo storico italiano della Guerra è la serie dei diari (1926-1986) tenuti in Museo con la registrazione cronologica di tutti i fatti ed eventi più significativi: vi si trova quindi un ampio resoconto delle vicende legate alla presenza presso il Castello della Campana dei Caduti (inaugurata sul Torrione Malipiero nel 1925).

B – Fondo Comitato Opera Campana dei Caduti

(1922-1951) Scatole 80, volumi 13, registri 3, cartelle 4

Il Fondo del Comitato Opera Campana dei Caduti è stato prodotto dal Comitato fondato da Antonio Rossaro nel 1922 per organizzare tutte le iniziative volte alla promozione e realizzazione della Campana dei Caduti. Dopo il 1925, il Comitato, confondendosi di fatto con la figura di Don Rossaro, prosegue la sua attività nell’organizzazione di tutte le attività e celebrazioni che segnano la vita della Campana dei Caduti. Nel 1935 cambia la sua denominazione in Reggenza della Campana dei Caduti e, nel 1965, venne sostituita dalla Fondazione Opera Campana dei Caduti che ne mantenne il ruolo. Il fondo conservato al Museo della Guerra è dunque parte di un complesso documentale più vasto di cui un’altra parte cospicua è l’archivio conservato alla Fondazione Opera Campana dei Caduti al Colle di Miravalle.
La parte del fondo conservato al Museo, solo parzialmente riordinato e catalogato, è costituito da tre nuclei documentali fondamentali:

  • una serie di scatole, raccoglitori e volumi sistemati in una scaffalatura;
  • una raccolta di documentazione perlopiù iconografica, anche di grande formato, sistemata in una cassettiera, in occasionali cartelle o sciolta;
  • una raccolta di carte di corrispondenza, circa 15.600 lettere, raccolte in scatole sistemate in una scaffalatura.

Scatole, volumi, raccoglitori
Complesso eterogeneo di elementi di condizionamento e volumi rilegati di documentazione, con titoli originali sui vari pezzi, sistemato in una scaffalatura senza un ordine d’insieme. Vi si conserva documentazione varia prodotta o acquisita dal Comitato nel corso di varie attività svolte, sia nel periodo iniziale di promozione e realizzazione della Campana dei Caduti che nel corso della successiva vita del monumento. In particolare:

Scatola intitolata “Documenti, relazioni, disegni di carattere tecnico. Campana” contenente tre sottofascicoli numerati progressivamente:

  • “Campana dei caduti. Incarto con corrispondenza dell’ing. Tommazzolli F., in particolare per gli aspetti tecnici legati al suono e alla sua attivazione elettrica” (f 1).
    Carte di corrispondenza, anche amministrativa (preventivi, fatture, note di spesa), intercorsa tra il 1923 e il 1926 a margine delle problematiche connesse con la movimentazione della campana e in particolare con la sua attivazione elettrica. A seguire la vicenda, per conto del Comitato, sono l’ing. Giacomo Segalla, ma soprattutto l’ing. Francesco Tommazzolli (direttore dell’impianto idroelettrico della città di Rovereto). Diversa documentazione è in lingua tedesca in quanto inizialmente furono contattate ditte estere (non si trovavano ditte italiane con una esperienza consolidata nel campo).
  • “Campana dei Caduti. Disegni, relazioni e corrispondenze di carattere tecnico” (f 2).
    Raccolta di elaborati grafici (in copia eliografica) e qualche carta di note, appunti, corrispondenza a margine della progettazione degli impianti strutturali e meccanici per la sistemazione della Campana dei Caduti. Documentazione datata al 1925.
  • “Campana dei Caduti, Relazione tecnica del sistema portante a cura dell’ing. G. Segalla (1924); Castelletto provvisorio verifica statica del progetto Tiella e Matassoni (1924)”. (f 3).
    Contiene le due relazioni dattiloscritte (come da titolo).

Scatola intestata “Campana. Materiale miscellaneo” contenente documentazione sciolta e senza alcun ordine particolare. Si possono distinguere:

  • varie esemplari dello stampato “La Magna Carta della Campana dei Caduti di Rovereto” (1948);
  • vari esemplari di una stampa fotografica (fot. Chiesura di Rovereto) della Campana subito dopo la fusione (è collocata in un esterno non meglio identificato ma in una sistemazione transitoria precedente alla traslazione al Castello di Rovereto); si tratta probabilmente di una fotografia ricordo omaggio o che veniva venduta ai visitatori;
  • vari esemplari della partitura a stampa dell’inno della Campana dei Caduti (1929), liriche di Rossaro e musica di A. Marinelli (alcuni esemplari con sovracopertina illustrata). [Altre copie di questa partitura, anche in diverse edizioni a stampa, vedi Scatola “Campana musiche”];
  • alcuni esemplari di uno stampato con componimento di versi celebrativo della posa della prima pietra per i lavori al Castello di Rovereto per la sistemazione della Campana (foglio datato 27 aprile 1924);
  • due esemplari di uno stampato celebrativo della inaugurazione della Campana del 4 novembre 1925;
  • in un fascicolo intestato “A – Propaganda Rovigo”, raccolta di estratti stampa a margine dell’attività di propaganda svolta negli anni della Guerra (carte datate dal 1915 al 1918).
  • stampato celebrativo datato 14 maggio 1916 dedicato dalla Parrocchia di Ceneselli ad AR “nel giorno in cui chiamato dalla fiducia di S.E. Mons. Vescovo alla Direzione della Stampa Cattolica Diocesana […]” questi lascia Ceneselli.
  • due esemplari di uno stampato con versi celebrativi (una preghiera) della Campana dei Caduti.

Scatola intestata “Campana: Periodici, Giornali, Numeri unici, Calendimaggio anno ufficiale, Preghiere”, raccolta di documentazione a stampa, perlopiù costitutiva di una vera e propria rassegna stampa, in parte organizzata con dei cartigli di intestazione (originali e non):

  • sotto al titolo “Numeri unici”, stampati vari dedicati alla Campana dei Caduti;
  • sotto al titolo “Campana, periodici, giornali”, rassegna stampa dedicata alla Campana. Si segnalano alcuni numeri del “Bollettino de La Campana dei Caduti” del 1930; altri stampati a cura dell’Opera Campana dei Caduti tra cui la partitura dell’inno, stampati a margine dell’inaugurazione del 1925, la Magna Carta del 1948;
  • sotto al titolo “4 – Illustrazioni in Periodici” si segnalano estratti da periodici illustrati “Illustrazione del Popolo”, “Cinematografia”, “Radiocorriere EIAR”, Gazzetta del turismo e dello sport”, “Italia industriale e artistica”, “Radiocorriere”, “Il Gazzettino illustrato”, “Corriere d’America. Sezione domenicale”;
  • sotto al titolo “7 – Giornali” si segnala una rassegna stampa con estratti e ritagli da stampa quotidiana compresa tra gli anni 1925-1940 (i ritagli anche in svariati esemplari);
  • sotto al titolo “5 – Calendimaggio. Atto ufficiale”, stampato del ”Atto solenne per Calendimaggio Sabaudo da Celebrarsi annualmente dalle alunne della scuola elementare femminile Regina Margherita in Rovereto ai piedi del monumento di Margherita di Savoia Madrina della Campana dei Caduti”, datato “Rovereto, 1° Calendimaggio sabaudo, 1936-XIV” e sottoscritto da firme varie (il direttore didattico e diverse alunne della scuola); unitamente se ne conservano svariate copie su carta, verosimilmente distribuite ai partecipanti l’iniziativa;
  • vari esemplari di uno stampato di piccolo formato intitolato “La preghiera della Campana dei Caduti”.

Scatola intestata “Campana. Musiche”, raccolta di partiture musicali varie. Buona parte della documentazione riguarda l’Inno della Campana dei Caduti (con le liriche di Rossaro), in più versioni a stampa, anche in trascrizione orchestrale e partiture per i vari strumenti. Si conserva anche la partitura originale che venne eseguita durante la cerimonia di battesimo della Campana dei Caduti del 24 maggio 1925, in Piazza Rosmini. Vi sono poi altre partiture, altri inni o musiche dedicate alla Campana o simili.

Serie di tredici Volumi rilegati, intestati sul dorso, ottenuti legando assieme elaborati presentati nel contesto di una serie di concorsi indetti dall’Opera Campana dei Caduti. In particolare:

  • 3 voll. Intestati “O.C.C. Concorso di Novelle”
  • 3 voll. Intestati “O.C.C. Concorso di Pastorali”
  • 2 voll. Intestati “Opera Campana dei Caduti. Concorso inno ufficiale” (numerati 1° e 2°)
  • 4 voll. Intestati “Opera Campana dei Caduti. Concorso temi scolastici” (numerati 1°, 2°, 3° e 4°)
  • 3 voll. Intestati “Opera Campana dei Caduti. Concorso tema Verona 1938”.

Scatole e Registri delle offerte, complesso di documentazione relativa alla raccolta di offerte di danaro, perlopiù si tratta di tagliandi di ricevuta. La documentazione è raccolta in 4 scatole e 4 registri:

  • nelle 4 scatole la documentazione risulta raccolta in fascicoli ed è inerente la raccolta di fondi promossa dalla rivista “Alba Trentina”, dal 1922 in poi, per finanziare la realizzazione della Campana dei Caduti;
  • nei 4 registri sono invece compilate registrazioni di offerte a partire dalla fine degli anni ‘20 fino al 1941 (non è facilmente ricostruibile una precisa sequenza dei registri). I registri son in parte conservati sotto a un titolo “Albo d’Oro della Campana dei Caduti (forse tuttavia fuorviante).

Volume rilegato “O.C.C. Miscellanea”, nucleo di documentazione rilegata in volume, perlopiù a stampa. Contiene una rassegna stampa perlopiù composta da estratti già riscontrati in altre parti del fondo. Unitamente si conservano: lo Statuto della Campana dei Caduti (1925); partiture musicali (già altrove); alcuni bozzetti e qualche stampa fotografica.

Scatola intestata “Lotteria–Verbali–Scontrini-Stampa”, raccolta di documentazione costituita da 5 quaderni:

  • “Ditte benemerite, Lotterie”, elenco di forniture varie (1931-1933) verosimilmente per la realizzazione di iniziative di raccolta di fondi;
  • “Vaglia” (1° e 2°), raccolta di scontrini di vaglia postali di offerte all’Opera Campana dei Caduti (1922-1940);
  • “Indirizzi”, rubrica con indirizzi vari;
  • “Verbali”, registrazione dei verbali delle sedute del Comitato Opera Campana dei Caduti. I verbali coprono dalla prima seduta del 16 dicembre 1922 a quella del 26 marzo 1925, dunque documentano tutta l’attività del Comitato nel periodo iniziale di realizzazione della Campana dei Caduti. Nella parte terminale del quaderno vi sono poi altre note e appunti che sembra debbano doversi riferire all’organizzazione dell’evento inaugurale della Campana.

Due scatole intestate “Ricevute”, raccolta di documentazione amministrativa relativa alle spese sostenute per le varie attività/iniziative svolte dal Comitato (ricevute e note spese incollate su quaderni numerati progressivamente, 1922-1943).

Fascicolo intestato “Campana. Elenchi ordinazioni riproduzioni della Campana”, raccolta (1925-1927) di elenchi di ordinativi per riproduzioni della Campana (medaglie). Si conservano anche carte di corrispondenza degli ordinativi ma anche di fornitori.

Una scatola senza intestazione, raccolta miscellanea di stampati vari, molti moderni. Unitamente si conserva:

  • alcuni numeri del “Bollettino de La Campana dei Caduti” (1930);
  • copie del volumetto di AR su “Carla della Beffa. L’Angelo tutelare della Campana dei Caduti” (1927);
  • cartoline storiche varie
  • stampato di omaggio intitolato “Nozze Marzari-Chiesa” (19 agosto 1926) con versi di AR e testo pronunciato nella giornata di inaugurazione della Campana dei Caduti.

Miscellanea iconografica
In una cassettiera del Museo della Guerra si conserva una miscellanea di documentazione, perlopiù di carattere iconografico, sempre prodotta dall’attività del Comitato Opera Campana dei Caduti. Buona parte della documentazione riguarda la sistemazione della Campana dei Caduti sul Torrione Malipiero del Castello di Rovereto. Non mancano testimonianze relative ad alcuni momenti fondamentali, su tutti l’inaugurazione del 1925. La documentazione è in parte raccolta in alcune cartelle con intestazioni; altra documentazione è invece sciolta e mischiata senza alcun criterio.

Cartella intestata “Progetti e disegni. Campana dei Caduti”, contiene:

  • disegni tecnici di G. Tiella per il “Progetto del castelletto provvisorio per la Campana dei Caduti” sul Torrione Malipiero del 1924 (copie eliografiche su carta, formato 48×65 cm.c., tavole numerate progressivamente 1 e 2 entrambe in due esemplari, anche con indicazione “Ricevuto con l’approvazione dell’LL (?).B. Arti il 9 novembre 1924”, rappresentazioni in prospetto e sezione al 1:25);
  • dattiloscritto “Relazione tecnica e stima sommaria” del progetto redatto da G. Tiella (attaccata alla cartella) di cui sopra;
  • disegno siglato “AS MCMXXV” di studio del batacchio della Campana dei Caduti in una copia eliografica di un disegno a matita (formato 66×193 cm. c.) non meglio identificato;
  • disegno tecnico, tavola redatta dal carpentiere Giuseppe Gelpi (timbro) per la sistemazione provvisoria della campana sul torrione del castello (proposta alternativa a quella del Tiella, tavola datata 21 gennaio 1924, pianta e prospetti al 1:50, china e colorazioni su cartoncino di formato 57×77 cm. c.);
  • disegni tecnici, tavole di progetto di G. Tiella per il “Progetto di massima per la costruzione del castello di sostegno della monumentale Campana sul torrione Malipiero” del 1937 (copie eliografiche su carta, anche montate su tela, di formato 61×93 cm. c., numerate progressivamente 1 e 2, con pianta, prospetti e sezioni in scala 1:50 del castello di sostegno della campana in legno e 1:100 della sistemazione generale planimetrica della sommità del torrione e le zone adiacenti);
  • due disegni tecnici, tavole di progetto redatte dalla “Impresa Ezzelino Zontini, Riva del Garda” (timbro), una per il “Progetto per il sollevamento e trasporto della Campana dei Caduti dalla strada per la Vall’Arsa al Torrione Malipiero” (in copia eliografica su carta, s.d., planimetria, fianco e sezioni al 1:100), l’altra per il disegno dell’ “Armatura in legno per la sospensione della Campana dei Caduti in Rovereto sul Torrione Malipiero” (copia eliografica su carta, s.d., pianta e prospetti al 1:50);
  • disegni tecnici, tavole di progetto di G. Tiella (uno autografato) del 1948 per la sistemazione di una “Lapide con stemma da applicare sul muro della torricella” (copie eliografiche su carta, disegni in scala 1:5 e 1:2,5).

Cartella intestata “Manifesti Campana”, contiene: una raccolta di manifesti a stampa relativi ad alcuni momenti salienti della vita della Campana dei Caduti, dalla promozione iniziale, alla realizzazione e altre successive occasioni (anni ‘20-’30).

Cartella intestata “Pergamene prelevamento acque, 1938”, contiene: atti inerenti il prelevamento di campioni delle acque da una serie di fiumi che verranno spediti in ampolla a Rovereto per la benedizione della Campana dei Caduti (gli atti attestano l’autenticità del campione e dell’atto di prelevamento). I fiumi sono il Wartar (in Polonia), il Baltico, la Vistola, il Giordano, il Tagliamento, lo Styr (il documento relativo a questo fiume è raccolto arrotolato a parte, fuori dalla cartella).

Cartella intestata “Bozzetti vetrate”, contiene: due bozzetti per vetrate eseguiti ad acquerello su cartoncino (uno 30 x40 cm, l’altro 48×79 cm).

Cartella intestata “Stemmi”, contiene quattro disegni a colori di stemmi araldici di varie nazionalità (vari formati, max 28×50 cm. c.) e due stampe, riproduzioni di opere d’arte (quadri) con dedica autografa ad Antonio Rossaro, datate una 1962 (?), l’altra 1932.

Cartella intestata “Pergamene Campana”, contiene una raccolta di sette elaborati celebrativi della Campana dei Caduti provenienti da varie città d’Italia (di vari formati, max. 30×40 cm. c, anche con versi, s. d., ma in epoca fascista), probabili doni per la cerimonia di inaugurazione del 1925.

Cartella senza alcuna intestazione, contiene attestazioni e diplomi di onorificenze ricevute da Antonio Rossaro (inoltre qualche carta di corrispondenza di accompagnamento o a margine e qualche minuta di Rossaro) (1925-1947). In particolare:

  • notifica, da parte del Ministero dell’Interno, di data Roma 31 ottobre 1925, della nomina a Commendatore nell’Ordine della Corona d’Italia del 22 precedente (anche lettera di trasmissione da parte della Prefettura di Rovereto);
  • notifica, di data San Marino 28 marzo 1942, di nomina a Commendatore dell’Ordine Equestre di Sant’Agata da parte della cancelleria della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino;
  • Lettera Patente, di data 16 gennaio 1943, di nomina a Grande Ufficiale di Grazia dell’Ordine di S. Huberto di Lorena e Bar;
  • notifica, di data Milano 22 febbraio 1943, della nomina a Cappellano Onorario dell’Ordine di S. Huberto di Lorena e Bar con in allegato relative Lettere Patenti;
  • Lettera Patente, di data Rovereto 6 settembre 1944, di nomina a membro del Capitolo Tridentino dell’Ordine Capitolare di S. Huberto di Lorena e Bar;
  • attestato del Sovrintendente generale dell’Imperiale Ordine Militare Capitolare di S. Giorgio in Carinzia, di data Roma 6 febbraio 1946, del conferimento dell’onorificenza di Commendatore di Grazia dell’ordine stesso e diploma relativo datato 1 aprile 1946;
  • notifica dalla cancelleria dell’Ordine Militare Ospitaliero di San Giorgio in Carinzia, di data Roma 15 dicembre 1959, della promozione al titolo di Grande Ufficiale di Grazia Magistrale dello stesso Ordine;
  • stampa fotografica con riproduzione di un diploma, datato Rovereto 4 ottobre 1947, rilasciato assieme a una medaglia commemorativa “All’ideatore dell’augusta Campana dei caduti Don Antonio Rossaro […] nella fausta ricorrenza in cui, felicemente rifusa, la monumentale Campana dei Caduti riprende in Rovereto l’alta sua funzione nel mondo” da parte degli ordini presso cui era insignito di qualche titolo.

Tra le carte di corrispondenza si segnala la lettera, datata Roma 15 marzo 1950, da parte della Segreteria Generale della Presidenza della Repubblica in merito ai trenta grammi di oro fino devoluti dalla signora Einaudi, moglie del Presidente della Repubblica, in favore della Campana dei caduti nell’occasione delle ‘nozze d’argento’ della stessa in procinto di essere celebrate a Rovereto.

Oltre a queste cartelle è stata individuata altra documentazione sciolta qui descritta raccolta per tipologie o argomento.
Calendari:

  • Raccolta di calendari a stampa della Campana dei Caduti relativi agli anni 1925, 1926, 1927, 1928 e 1939 (più esemplari per annata).
  • Disegno di G. Tiella del Bastione del Castello con la Campana in una prospettiva dal basso (matita su carta, s. d., 21×18 cm. c.). Una incisione tratta da questo disegno (redatto sul retro di una pagina di calendario) è ad illustrazione d’apertura del primo Calendario della Campana di Rovereto del 1925 (dunque è probabilmente da datarsi al 1924, in preparazione di quel calendario). Venne poi adoperato anche per la stampa di un manifesto di presentazione della Campana.
  • Otto esemplari di un manifesto a stampa di presentazione della Campana dei Caduti in tre lingue (it., fr., ted., su cartoncino di formato 33,5×49 cm. c., stampato dalla Tip. Manfrini di Rovereto). Al centro in alto, immagine della campana in cima al torrione nel castello: si tratta della riproduzione di una incisione (firmata TM) tratta dal disegno di Tiella sopra descritto e che ci permette di datare con buona approssimazione il manifesto al 1925.

Stampe/vedute varie:

  • Stampa dell’incisione di Luigi Ratini con veduta della Campana dei Caduti in cui si legge il motto “Dormite in umbra noctis”, verso ripreso in un componimento scritto in calce tra due rappresentazioni più piccole, a sinistra dell’Arco della Pace di Milano, a destra del Casello di Rovereto (stampa su carta di formato 69×36 cm. c., s. d., in alto sul margine firma “Ratini Trento”).
  • Una riproduzione fotografica della stampa di Ratini, di cui sopra, montata su cartoncino con firma “E. Unterveger (Trento)” (s. d., 15,5×23 cm. c.).
  • Xilografia di Aldo Maria Aroldi illustrativa della Campana dei Caduti in dodici esemplari (formato 35×46 cm. c., uno con dedica autografa “Al Rev. Com. Don Angelo [sic] Rossaro” datata Casalmaggiore, aprile 1935).
  • Veduta fotografica della Campana dei Caduti, in cima al Torrione Malipiero del Castello di Rovereto, con una figura sacra e alcuni versi in sovrimpressione (stampa b/n su cartoncino, formato 40×28 cm. c., firmata da G. Vettori mentre i versi sono firmati da Dina Vescovi Vettori, s.d.).

Diplomi/attestati:

  • Attestato a stampa rilasciato dalla Società degli amici di Castel S. Angelo all’Opera della Campana dei Caduti di Rovereto per il contributo prestato alla “Mostra nazionale della medaglia e placchetta” tenutasi a Roma, Castel S. Angelo nell’aprile-maggio 1930 (datato Roma, 15 giugno 1930, in formato 35×45 cm. c., con firme autografe).
  • Pergamena datata “Brusselli” [sic] 16 gennaio 1943 con attribuzione a Don Antonio Rossaro del titolo di “Commendatorem cum Placca Gratia” dell’Ordine di Sant’Uberto “Lorenensis ac Barensis” (Capitolare Ordine di Sant’Uberto di Lorena e del Barrois) a firma di “Petrus Balitzine Princeps Magister Magnus”.
  • Diploma a stampa di nomina di Antonio Rossaro quale Pastore Arcadie (socio) dell’Accademia arcadica di Roma con il nome di Acesimo Micenco, datato 21 luglio 1914, a firma del Custode Generale Eristeno Nassio (di formato 29,5×44 cm. c., sul retro appunto manoscritto “Proclamato il 27 novembre 1914 […]”).
  • Diploma di conferimento dell’Ordine Equestre ad Antonio Rossaro, datato Rovigo-Rovereto 21 settembre 1919.

Inaugurazione:

  • Estratto stampa (prima e ultima pagina) da l’ “Illustrazione del popolo” (supplemento della “Gazzetta del popolo”, Anno V°, n. 23, Domenica 7 giugno 1925) con in prima, a tutta pagina, una riproduzione a colori di un disegno di Alfredo Ortelli con rappresentazione dell’entrata in Rovereto della Campana dei Caduti nella cerimonia solenne del 24 maggio 1925 (formato della pagina 30×40 cm. c.).
  • Estratto stampa (prima e ultima pagina) dal “Corriere d’America” (inserto domenicale del 31 maggio 1925, stampa in b/n, formato della pagina 31×24 cm. c.), con tutta la prima pagina e parte della seconda occupate da un articolo di G. Cristofori intitolato “Il Museo storico della guerra a Rovereto” corredato da alcune fotografie, una delle quali, quasi a tutta pagina, è una veduta della Campana dei Caduti (l’articolo non è completo nell’estratto conservato).
  • Quattro elaborati omaggi iconografici celebrativi della Campana dei Caduti inviati da Venezia, Fiume, Pallanza, Cremona (solo quello di Venezia è datato all’ottobre del 1925, ma è da supporre che siano tutti celebrativi dell’evento inaugurale), a due a due montati su cartoncini di formato 84×34 cm. c. ciascuno).
  • Foglio con versi vergati dentro a un corona di foglie datati Mattarello 23 maggio 1925 e firmati “Gli ex (?) Perseguitato Politici” (in formato 39×51 cm. c.). In calce, a mano, “Offerto con fiori, al passaggio della Campana, a Mattarello”.
  • Manifesto a stampa, a firma del Comitato, con l’annuncio e il programma della giornata di inaugurazione della Campana dei Caduti del 4 ottobre 1925 (70×182 cm. c., in due pezzi cm. c.).
  • Manifesto a stampa (135×92 cm. c.) per l’inaugurazione della Campana dei Caduti del 4 ottobre 1925.

Varie:

  • Estratto stampa (prima e ultima pagina) dal periodico “Pro Familia”, rivista settimanale illustrata (Anno XXIX°, n. 28, 8 luglio 1928) con in prima pagina una fotografia a tutta pagina che illustra una cerimonia svoltasi ai piedi della Campana dei Caduti accompagnata dalla didascalia: “Don Antonio Rossaro benedice […] le bandiere che i Combattenti i Milano hanno offerto alle Sezioni dei combattenti italiani di [elenco di alcune località] per sostituire quelle che furono bruciate dai sovversivi.” (foglio a stampa b/n, 38×28 cm. c.).
  • Bozzetto per un attestato di benemerenza (matita su carta traslucida, 24×30 cm. c.) intitolato “La Reggenza dell’Opera della Campana dei Caduti ad [spazio in bianco] per l’offerta di pietre n° [spazio in bianco] per la Torre delle Genti, Rovereto”, firmato a margine“W.Ter”, con una rappresentazione stilizzata della Campana dei Caduti sul Torrione Malipiero.
  • Attestato a stampa di benemerenza da parte del Comitato Campana dei Caduti di Rovereto (sezione Alto Adige), conferito a Paola Ladurner per il terzo premio conseguito nella “Gara a premi per i migliori temi sulla Campana dei Caduti”, datato Rovereto, 14 luglio 1926.
  • Componimento in versi intitolato “La me vecia Campana” di Nevio Meneghelli, datato Rovereto, 10 gennaio 1977, dedicato a V. Ciocchetti Presidente del Museo della Guerra.
  • Foglio a stampa (formato 43×58 cm. c.) intitolato “Il Comitato Rodigino di preparazione civile nei primi sette mesi di attività (maggio-novembre 1915)” in cui, in un testo a firma del Presidente G. Chiarelli, si rende conto della nascita del Comitato stesso, delle sue entrate, delle sue attività svolte, di tutti i beni e generi alimentari donati dal Comitato agli ospedali militari o spediti al fronte.
  • Due disegni a china su carta montati su un unico pannello rigido (25×40 cm. c.), uno intitolato “La Campana dei Caduti”, a firma di G. Balata, e l’altro con una rappresentazione allegorica della morte in guerra.
  • Raccolta di pergamene con firme di alunni e insegnanti di diverse scuole d’Italia (probabilmente in visita alla Campana dei Caduti), alcune datate 1935 (in formato circa A4).
  • Elaborati grafici di studio e materiali di lavoro: quattro fogli di disegni di studio della sistemazione della Campana e altri dettagli e tre disegni di spolvero usati per riportare il disegno su altro supporto.
  • Stampa su carta (prova di stampa?) di una litografia di Giorgio Wenter Marini del 1925 raffigurante la fusione della Campana dei Caduti.

Nota: Di questo nucleo di documentazione devono far parte alcuni documenti grafici che sono stati coinvolti nella mostra monografica sulla figura di Stefano Zuech (“Stefano Zuech 1877-1968. Il volto, il mito, il sacro” tenutasi a Rovereto nell’estate del 2016), non rientrati all’epoca del sopralluogo, che risultano tuttavia riprodotti nel catalogo della mostra. In particolare, alcuni schizzi preparatori per i fregi scultorei della Campana di Stefano Zuech (anche un primissimo schizzo di mano di Antonio Rossaro) e tre litografie di Giorgio Wenter Marini del 1925 dedicate alla fusione della Campana, al suo trasporto a Rovereto, al suo innalzamento sul Castello di Rovereto (per la prima di queste si veda la stampa su carta rilevata nel corso del sopralluogo).

Carte di corrispondenza
Parte estremamente significativa del Fondo del Comitato è un imponente nucleo di corrispondenza costituito da circa 15.600 lettere fatte oggetto, tra il 2000 e il 2002, di un intervento di sistematica catalogazione (la banca dati è realizzata con il sistema informativo provinciale AST – Archivi Storici del Trentino) e di ricondizionamento. Si tratta di lettere per la maggior parte indirizzate ad Antonio Rossaro, a volte come direttore di “Alba Trentina”, a volte come Comitato Opera Campana dei Caduti, occasionalmente anche come Direttore della Biblioteca civica di Rovereto, inviate da privati e da enti e istituzioni varie. Riguardano tutte la Campana dei Caduti e, attraverso di esse, è possibile rileggere tutta la storia del monumento: l’iniziale raccolta di fondi e donazioni, l’adesione di soggetti vari al progetto, l’attività delle Madrine della Campana, gli sviluppi dei progetti per la sistemazione al Castello, le vicende della fusione e della prima rifusione, l’organizzazione dei vari eventi legati alla prima inaugurazione e poi alle attività svolte successivamente durante la vita del monumento, compresa l’attività svolta da Rossaro in relazione ad altre iniziative patriottiche. Nello stendere la “Nomenclatura della Campana dei Caduti”, redatta all’interno di un quaderno rilegato intestato conservato in Biblioteca civica di Rovereto [vedi Ms 25.11.(6)], Rossaro non manca di riferirsi a questo nucleo di corrispondenza quando scrive che l’Archivio della Campana dei Caduti “E’ ben ordinato, ricco di documenti raccolti in eleganti e robuste cartellette (?), e di oltre 13.000 lettere”.

C – Fondo Carmela Rossaro

(1927-1987) 4 scatole

Il fondo di Carmela Rossaro, nipote di Don Antonio, è giunto al Museo storico italiano della guerra di Rovereto in un primo versamento del 2010 e, qualche anno dopo, in una successiva integrazione. Consta di quattro buste. Il fondo non è ordinato e non vi sono strumenti di corredo, a parte alcuni elenchi risalenti all’epoca del versamento. Conserva una varietà piuttosto eterogenea di documenti che, in generale, riguardano la vita e l’opera dello zio Don Antonio Rossaro con particolare riferimento alla Campana dei Caduti e alle vicende controverse intercorse in merito allo spostamento della Campana dei Caduti dal Castello di Rovereto dopo la morte del suo ideatore.
In merito alla figura di Carmela Rossaro, la “Guida agli archivi” del Museo storico italiano della Guerra scrive (p. 182): “Figlia di Guido e Bonecher Pierina, Carmela Rossaro nacque a Mori (TN) il 15 luglio 1914. Rimasta orfana in giovane età, crebbe nella casa dello zio paterno, don Antonio Rossaro. Di professione insegnante, dopo la morte dello zio cercò di tutelarne la memoria assumendo posizioni pubbliche, anche polemiche, nel contesto della controversia sorta dallo spostamento della Campana dei Caduti dal castello di Rovereto al colle di Miravalle. Morì a Rovereto (TN) il 6 giugno 2003.”.

Scatola 1
Varie. Cimeli, due cartoline storiche (in più esemplari), buste intestate dell’Opera Campana dei Caduti. Contiene inoltre la seguente serie di stampati:

  • V. Ciocchetti, “Don Antonio Rossaro”, Ed. Accademia degli Agiati, 1962
  • A. Rossaro, “Memoria dei fratelli garibaldini Luigi e Giovanni Rossaro di Rovereto”, Tip. Grigoletti, Rovereto 1937.
  • A. Rossaro, “Carla della Beffa. L’Angelo tutelare della Campana dei Caduti”, Tip. Manfrini, Rovereto 1927.
  • “Ultimo messaggio di Don Antonio Rossaro radiotrasmesso la sera del 2 novembre 1951”.
  • “Il Papa sulle macerie di S. Lorenzo”, Roma 1943.
  • “Nel trigesimo del bombardamento di Trento 2.IX.1943”
  • Numero a stampa di “UCT (Uomo, città, territorio)”, 190-191, novembre 1991.
  • “1884-1984. Centenario della nascita di Antonio Rossaro: convegno celebrativo, Rovereto 22 settembre 1984”, Grafiche Artigianelli, Trento 1985. Si noti che la data di nascita di Rossaro, e dunque del centenario, è sbagliata.

Scatola 2
La documentazione contenuta nella busta è suddivisa in una serie di sottofascicoli intestati più un album rilegato e qualche altra carta. In particolare:

  • “Documenti relativi all’attività fascista di Don A. Rossaro” (dal 1928 al 1939). Si tratta di una raccolta di carte di corrispondenza intercorsa tra AR e i comandi militari in relazione all’incarico del primo quale Cappellano militare della 41a Legione di Trento “Cesare Battisti”. Diverse minute di AR; diverse circolari in entrata dell’Ispettorato dei Cappellani della M.V.S.N. (Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale).
  • “Carteggio epistolare fra Reggenza O. C. Caduti e nipoti. Cartella 2”. Fascicolo di carte di corrispondenza e note varie (anche qualche ritaglio stampa) dedicato ai dissapori trascorsi tra la Reggenza della Campana dei Caduti (nella persona di padre Jori) e i nipoti di AR (1961-1966). Una lettera del cugino di Don Antonio Rossaro Giorgio Wenter Marini, da Venezia, del 1968 in cui prende posizione in difesa della memoria del cugino e si oppone allo spostamento della Campana.
  • “Carteggio Ordine S.M. Di Malta”. Corrispondenza (con AR) inerente la concezione di titoli ad alcuni nominativi (1940-1946).
  • “Campana dei Caduti”. Varie. Manoscritto di un articolo su “I quattro Vicariati” dedicato alla Campana e a Don Antonio Rossaro; bollettino a stampa “La Campana dei Caduti” (1930); “Saggio di Statuto della monumentale Campana dei Caduti in Rovereto”, Tip. Grigoletti, Rovereto 1928.
  • “Scritti e documenti su vari argomenti relativi alla personalità di mio zio e l’opera da lui svolta nel corso della sua vita”. Qualche carta ancora sullo spostamento della Campana (1973 e succ.).
  • “Mia testimonianza in difesa di mio zio con relativi documenti. Cartella 1 – lettere a,b,[…]g.” Memoriali, note e appunti redatti e raccolti da Carmela Rossaro in difesa della memoria dello zio e a sostegno dell’opposizione allo spostamento della Campana.
  • “Carteggio relativo alle due sentenze del Tribunale di Rovereto e Trento. Cartella 3. / P. Eusebio, vicenda della Campana”. Carte di corrispondenza e atti giudiziari in copia fotostatica in merito alle sentenze di cui al titolo.
  • “Cartella 4. Progetto ing. Alighiero Colorio e varie”. Due elaborati grafici in copia eliografica e una relazione tecnica, progetto di Alighiero Colorio “Verifica per la sistemazione della Campana dei Caduti sul Bastione Malipiero del Castello di Rovereto” (agosto 1968). Lettere di V. Ciocchetti in qualità di Presidente del Comitato Riconoscenza don Rossaro indirizzate a Padre Jori.
  • Cartella rossa (senza titolo). Carte varie, documentazione iconografica su Rovereto e soprattutto grandi campane del mondo.
  • busta “Ricordi zii garibaldini”. Due elenchi di nominativi di caduti.
  • busta “Fotografie di personaggi che presero parte alle varie celebrazioni della Ia Campana 1925”. Contiene alcuni ritagli stampa.
  • Album dono per il 25° di Sacerdozio di Rossaro delle famiglie dei caduti. Raccolta di firme e alcune fotografie di cerimonie con Rossaro. Testo “20 giugno 1936 XIV e 25° di Sacerdozio del Comm. D. Antonio Rossaro” a firma Carmela Belmas Anelli.

Scatola 3

  • Ampia raccolta di ritagli stampa (occasionali altre carte) dedicata inizialmente alla morte e al funerale di Don Antonio Rossaro e proseguita negli anni successivi in riferimento alle ricorrenze o iniziative in memoria, fino al trasferimento della salma al famedio dei roveretani del 1986. Si segnalano in particolare: in una busta intestata “Articolo scritto da Don Rossaro sulla Campana dei Caduti per L’Illustrazione Romana 15 maggio 1940-XVIII”, estratto della rivista con l’articolo; Due manoscritti dei parrocchiani di San Giorgio di Rovereto: uno, datato 10 giugno 1944, scritto nell’occasione del suo onomastico; uno (s.d.) scritto in occasione del X° anniversario di Parroco di San Giorgio di Don Rossaro: Documento a stampa del “Testamento spirituale” di Don Antonio Rossaro composto e fatto stampare dal cugino Giorgio Wenter Marini.
  • Album commemorativo della morte e dei funerali di Don Antonio Rossaro con fotografie della traslazione al cimitero del luglio 1952 nella tomba disegnata da Giorgio Wenter Marini. Contiene inoltre una busta con il manoscritto autografo di Don Antonio Rossaro con il suo testamento spirituale (poi stampato da Giorgio Wenter Marini, vedi sopra).
  • Libro firme compilato nel 1936 nel XXV° anniversario del sacerdozio di Don Antonio Rossaro celebrato a Rovereto a cura del Comitato Marciano appositamente costituito.
  • Due stampati in copia limitata: A. Rossaro, “Ode per il XXV° anniversario dell’infausto regicidio di Umberto I°” (stampato in 25 esemplari), Tip. Manfrini e Tip. Grigoletti, Rovereto 1925: E. Brol (a cura di), “Voci della Campana dei Caduti” (stampato in 100 esemplari), Tip. del Lloyd Triestino, Trieste 1925, raccolta antologica (datata 5 aprile 1925) dei versi di personalità autorevoli raccolti da Don Antonio Rossaro per essere incisi nell’interno della Campana dei Caduti, stampato come dono di nozze di Margherita Gusina con l’avv. Corrado Jona da parte dell’editore Enrico Brol.
  • Autografo incorniciato della Regina Madre Margherita, madrina della Campana dei Caduti, datato giugno 1924 (il testo dell’autografo è il primo stampato nell’antologia “Voci della Campana dei Caduti” di cui sopra).
  • Alcuni numeri del “Bollettino de La Campana dei Caduti” della annate 1930-1931 rilegati in fascicolo (in realtà uscirono solo questi numeri).

Complesso di carte di corrispondenza, complessivamente disordinato ed eterogeneo, perlopiù degli anni ‘60 e ‘70, relativo a svariate situazioni di dissidio tra i nipoti di Don Antonio Rossaro (Carmela e il fratello Renato soprattutto, mentre della sorella Teresa non vi sono scritti) e altri soggetti in merito al mancato rispetto della memoria dello zio. Di particolare rilievo le rimostranze nutrite nei confronti della Reggenza della Campana dei Caduti, Padre Jori, soprattutto nell’occasione della riscrittura della Magna Charta della Campana dei Caduti, della rifusione della campana stessa e del suo trasferimento sul colle di Miravalle. Si segnalano in particolare:

  • Una busta contenente una raccolta di lettere di Renato Rossaro, fratello di Carmela (1960-1968). Le lettere contengono diversi riferimenti alla vicenda del trasferimento della campana dal Castello, cui Renato al pari della sorella si interessò opponendosi. Unitamente si conserva anche una lettera di Carmela, scritta a margine di un articolo a stampa, in cui si ricorda a un articolista del Gazzettino “che il Dizionario degli uomini illustri del Trentino (circa 4.000 nomi) […] è stato depositato in Biblioteca civica in attesa che qualcuno si prenda cura dell’opera.”. Nel complesso, pur facendo fronte comune nella difesa della memoria e dell’opera dello zio, si riesce anche a distinguere una posizione più sfumata di Renato, meno frontale e più diplomatico di Carmela che viene invitata dal fratello a tenere un atteggiamento più sereno.
  • Diverse lettere di Carmela Rossaro indirizzate agli organi di stampa e di Renato Rossaro alla sorella.
  • Un dattiloscritto intitolato “Promemoria sulle relazioni esistenti fra Opera Campana Caduti ed i nipoti di Don Rossaro”, redatto e sottoscritto da Carmela Rossaro in data 6 luglio 1966, inviato a Padre Eusebio Jori (Reggente della Campana dei Caduti) in cui vengono puntualmente spiegati i motivi di risentimento dei nipoti di Don Antonio Rossaro.

Nel complesso delle carte di corrispondenza si distingue un’unica lettera di Don Antonio Rossaro:

  • Lettera del 1928, nel X° anniversario della vittoria, rivolta ai “Camerati della 41a legione” in qualità di Cappellano Militare.

Scatola 4
Documentazione varia, in parte contenuta in alcune buste intestate. In particolare:

  • Busta da lettera contenente “Cartoline vecchia Campana”, parte a colori, parte in b/n. Diverse hanno per oggetto la Campana dei Caduti nella sua prima sistemazione sul torrione Malipiero del Castello di Rovereto (prima campana).
  • Busta da lettera intestata “Cartoline nuova Campana” contenente in realtà cartoline a stampa aventi per oggetto ritratti di personalità varie (S.E. La Contessa Calvi di Bergolo, S.A.R. La Principessa di Piemonte e il Principe di Napoli, S.M. Il Re ed Imperatore e Rosa Maltoni Mussolini – madre di Benito); monumento a Rovereto del busto di Regina Margherita di Savoia; uno stampato “Pro Ossario Castel Dante” con versi di Rossaro; veduta della Biblioteca Civica di Rovereto; veduta della Campana dei Caduti al Castello.
  • Stampato di Antonio Rossaro, “L’augusta Campana dei Caduti in Rovereto e la sua storica sala. Note e appunti”, Tip. Manfrini, Rovereto 1926.
  • Busta senza intestazione contenente stampati vari (anche in più esemplari) relativi alla Campana dei Caduti. Si segnala: stralcio dallo statuto della Campana e versi di Don Antonio Rossaro dell’Inno della Campana dei Caduti; tessera dell’Opera Campana dei Caduti riservata ai suoi “benemeriti e insigni rappresentanti”; due autografi a stampa con versi di Thaon de Revel e di Luigi Cadorna (si tratta di due dei versi inviati a Don Antonio Rossaro per essere incisi sull’interno della prima campana – vedi anche oltre).
  • Audiocassetta intestata a mano “Don Rossaro, disco”.
  • Un diploma di riconoscimento della “Médaille de la Marne” a “Monsieur Gingi (?) Giuseppe” di Rimini (s.d.).
  • Serie di ritagli stampa (1966-1984 circa) perlopiù relativi alla questione controversa dello spostamento della Campana dei Caduti dal Castello di Rovereto. Un articolo è dedicato alla traslazione della salma di Don Antonio Rossaro (“Don Rossaro riposa nel cimitero comunale”, Gazzettino, mercoledì 2 luglio 1952). Alcuni dedicati a una visita alla Campana dei Caduti di Sandro Pertini (allora Presidente della Repubblica) del 22 settembre 1984.
  • Scatola contenente alcune carte sciolte. In particolare: “Atto solenne per il Calendimaggio Sabaudo da celebrarsi annualmente dalle alunne della Scuola Elementare Femminile Regina Margherita in Rovereto ai piedi del Monumento di Margherita di Savoia madrina della Campana dei Caduti” (celebrazione da farsi ogni 1° maggio). Su carta intestata dell’Opera Campana dei Caduti due programmi per le celebrazioni del Calendimaggio del 1942 e del 1943; altre due carte con frasi relative a momenti delle celebrazioni.
  • Foglio manoscritto, di Carmela Rossaro, con elenco cronologico intitolato “Personalia (?) – Onoreficenze” relativo a tutti i titoli e le onorificenze attribuite a Don Antonio Rossaro.

D – Fondo Comitato riconoscenza a Don Rossaro

(1965-1973)

Il Fondo raccoglie le carte e i materiali raccolti e prodotti dal Comitato riconoscenza a Don Rossaro nato, nel marzo del 1965, con lo scopo principale di opporsi alla decisione presa dalla Reggenza dell’Opera Campana dei Caduti di trasferire la Campana dal Castello di Rovereto al Colle di Miravalle. Tale scelta viene interpretata come lesiva delle volontà originarie del fondatore Don Rossaro e degli statuti stessi della Campana dei Caduti di cui la Reggenza (poi Fondazione) dovrebbe tutelare l’osservanza. Il Comitato svolse attività su più livelli, sia cercando una interlocuzione con le istituzioni locali e nazionali per perorare le proprie ragioni nelle sedi più efficaci, sia cercando di sensibilizzare e mobilitare l’opinione pubblica di Rovereto. Parallelamente all’opposizione alla scelta di spostamento della Campana dei Caduti, il Comitato cercò anche di delegittimare la Fondazione Opera Campana dei Caduti (istituita nell’ottobre del 1965) sostenendo l’autorità del Comitato promotore dell’Opera della Campana dei Caduti che di fatto non era mai stato sciolto (in merito il Comitato si fece promotore di un ricorso al Capo dello Stato contro il riconoscimento giuridico della Fondazione stessa). L’attività del Comitato si esaurì nella prima metà degli ani ‘70 in corrispondenza cioè della causa giudiziaria intentata, con gli stessi obbiettivi, dal Museo storico italiano della Guerra contro la Fondazione Opera Campana dei Caduti.
Il Fondo è stato oggetto di un intervento di riordino archivistico nel 2008, a cura di Flavia Caldera, che ha prodotto una banca dati elettronica con il sistema informativo provinciale AST (Archivi Storici del Trentino). Il riordino ha individuato sei serie: 1. Carteggi e atti, 2. Verbali delle sedute del Comitato, 3. Statuto e Magna Carta, 4. Memoriali, 5. Articoli di giornale, 6. Miscellanea. L’inventario, da cui sono tratte le informazioni qui riportate, è scaricabile in formato .pdf dal portale Trentino Cultura della Provincia Autonoma di Trento.

E – Fondo Livio Fiorio

(1910-1974)

Il Fondo personale di Livio Fiorio rappresenta una importante fonte di informazioni circa la vertenza che ha opposto il Comitato riconoscenza a Don Rossaro, di cui Fiorio fu tra i fondatori, e la Reggenza dell’Opera Campana dei Caduti (poi Fondazione) in merito allo spostamento della Campana dal Castello di Rovereto al Colle di Miravalle. Livio Fiorio (Riva del Garda 1988-1975), naturalista, uomo di scienza e cultura, attivo in tutte le principali istituzioni culturali trentine oltre che patriota e volontario della prima guerra mondiale, è Presidente del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto dal 1949 al 1963 quando si dimette proprio in relazione alla polemica insorta sullo spostamento della Campana dal Castello a cui si oppone risolutamente. Continuerà quella battaglia per tutto il resto della vita con il Comitato riconoscenza a Don Rossaro che, come detto, contribuisce a fondare nel 1965.
Il fondo personale di Livio Fiorio è stato riordinato nel 2010 a cura di Mirko Saltori che ha individuato un’intera serie dedicata alla questione della polemica sullo spostamento della Campana. La serie, intitolata “Campana - Museo”, si articola in Corrispondenza, Memoriali e documentazione varia, Rassegna stampa, Documentazione prodotta da terzi. L’inventario, da cui sono tratte le informazioni qui riportate, è scaricabile in formato .pdf dal portale Trentino Cultura della Provincia Autonoma di Trento.